I prezzi delle polizze assicurative sono eccessivi, siamo tutti d’accordo. Ma ciò non toglie che gli italiani conoscono poco il mondo delle polizze, come dimostra un’indagine del sito Chiarezza.it, secondo la quale le famiglie si affidino tendenzialmente al capo famiglia per ogni genere di scelta. Le donne, al contrario, soltanto nel 13% dei casi si occupano direttamente del tema Rc Auto.
Ma la preparazione degli italiani in materia è da rivedere tutta, in generale. La metà degli intervistati dichiara di saperne a sufficienza, mentre il 29% ammette di saperne poco, adducendo la scusa di non occuparsene in prima persona.
E per quanto riguarda le nuove norme che il Governo si appresta a introdurre in materia di assicurazioni? Il 35% degli italiani intervistati ammette di informarsi ben poco, ma manifesta la necessità di colmare le proprie lacune, mentre il 33% approfondisce i temi di attualità solo in caso di notizie eclatanti. Comunque, di coloro i quali si sono detti informati, il 75% sa – a ragione - che le liberalizzazioni si traducono nell’obbligo per gli intermediari di fornire ai potenziali clienti almeno tre offerte di gruppi assicurativi diversi.
Nell’ambito dell’inchiesta, veri e propri quesiti. Come quello riguardante il tema del Decreto Bersani 2007, che introduce la possibilità di utilizzare la propria classe di merito o quella di un familiare convivente per assicurare una nuova auto. La maggior parte (73%) ha risposto esattamente. Il 10%, per contro, crede che la norma riguardi la patente a punti, entrata in vigore nel 2003.
A livello generale, emerge una sorta di pigrizia (tutta italiana) nell’informarsi: di fatto, il 19% ammette di non conoscere le coperture e le condizioni della propria polizza; il 27% ha solo una vaga idea del contratto firmato con la compagnia, mentre appena il 38% le valuta accuratamente.
“Secondo quanto abbiamo raccolto in fase di sottoscrizione della polizza, molti automobilisti ammettono di rinnovare automaticamente l’accordo con la stessa compagnia o di rivolgersi al proprio agente di fiducia”, concludono gli esperti che hanno realizzato la ricerca.






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